Nuda veritas
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Il coming out con i figli

Per sua natura il coming out desta terrore. Eh già, perché se sei gay devi fare una dichiarazione, cosa che se sei etero non sei tenuto a fare. Mica ci si aspetta che tu vada in giro a dirlo, o no?

E non ci sono molte perifrasi per dire le tre fatidiche parole

 – Io – Sono – Gay-

La parte difficile è decidere quando. Passata (si fa per dire, forse è più corretto “Affievolita”) la fase PANICO, sguiscio direttamente alla fase due:

RISVEGLI

Esatto, come nel libro di Oliver Sacks e nel film che ne è seguito. Avete presente no? Praticamente – dopo aver letto il pedagogicamente leggibile ovunque- ondeggiavo tra la posizione “Se non ora quando” a quella terrorizzata del “Magari lunedì prossimo che inizio anche la dieta”.

Solitamente sono quel tipo di persona che non si tiene un cecio in bocca – dalle mie parti usa il più colorito non si tiene un ovo in culo –, che se mente si vede anche al buio e che non è dotata di memoria a breve termine sufficiente a ricordare una menzogna.

Alla fine opto per la soluzione drastica. Foss’altro per evitarmi almeno la dieta. Le ore precedenti lepasso a sudare come una cozza al sugo, in uno stato di semi-trance cosciente. Ad un certo punto mi decido. Raduno le mie inconsapevoli creature di 3 e 8 anni e dico loro tutto d’un fiato, come facevo alla recita delle elementari: “Mamma e papà si separano perché alla mamma piacciono le donne”.

Sento i polmoni liquefarsi e l’immagine si blocca. Avete presenta il buon vecchio VHS che s’impallava su una scena? Ecco, così. Il panico sta per assalirmi di nuovo. La 3enne mi guarda senza aver capito granché ma, avendo colto la solennità del momento, sorride a tutta gengiva e mi abbraccia. L’8enne invece mi scruta con i suoi occhioni verdi lago il tempo necessario a sillabare la frase “E allora?”

Ecco, E allora mica me l’aspettavo. E allora nulla, in effetti. Che c’è di strano se alla mamma piacciono le donne?! Cioè. Fatemi capire. Io mi sono preparata a fronteggiare qualsivoglia tipo di reazione, dalla sirena del pianto isterico alla mitragliata di domande e la reazione è SOLO questa?!

Per un attimo sono rimasta in silenzio. Poi mi sono messa a ridere come se non ci fosse un domani.

Illustrazione by Marianna Marigo

Da lì in poi, onestamente, ho capito almeno un abbondante trittico di cose.

  1. I bambini hanno la mente aperta. Talmente aperta che le nostre seghe mentali di adulti non li scalfiscono minimamente.
  2. Se ai miei figli non importa di chi si innamora la loro mamma, perché dovrei preoccuparmi di cosa pensano gli altri?
  3. Il coming out è come l’esame di maturità. Dopo averlo fatto ti senti un eroe e ti pare pure una cavolata.

E dopo il trittico. Un caffè.

13 Commenti

  1. I bambini sono un meraviglioso campo su cui seminare e far crescere le piante più disparate:sta a noi genitori seminare i semi della tolleranza, della comprensione, dell’amore piuttosto che quelli dell’odio e della paura degli altri.
    Immagino le tue creature e la loro spontaneità siano state un balsamo in un periodo complesso della tua vita!

  2. I bambini sono un meraviglioso campo sul quale i genitori decidono cosa seminare: se amore, ,rispetto e tolleranza oppure odio, paura degli altri e fobie di vario genere.
    Chissà che balsamo sono stati i tuoi bimbi reagendo con tale tranquillità!

  3. Direi che dopo una rivelazione del genere non hai bisogno della dieta, io mi sentirei più leggere di 20kg. Complimentissimi per la forza, il coraggio e l’onestà. I tuoi bimbi son fortunati
    Ciao
    Adriana

  4. sonia dice

    Ciao un giorno la mia bambina torna a casa da scuola, seconda elementare, e dice “il maestro ha strappato un giochino di carta a un mio compagno perché tra le scelte c’era scritto gay, ma cosa vuol dire questa parola francese, perché mamma deve essere straniera per forza contiene la y”
    io dopo averle risposto cosa voleva dire gay e il perché il maestro potesse a mio parere averla strappata, le ho chiesto se avesse capito cosa intendevo dire
    lei di tutto punto mi ha risposto “allora io sono gay al femminile perché mi piace Valentina” e poi se ne è andata a giocare tutta contenta ..
    dovremmo imparare a vivere dai bambini, sarebbe tutto più facile
    buona settimana
    sonia

  5. FRANZ dice

    La mia bambina ha avuto un’altra reazione: parlavo tranquillamente a tavola che avevo conosciuto la compagna di una mia insegnante, mia figlia mi ha fatto ripetere, ha chiesto “come fidanzata? due donne?”, era sorpresa, ha fatto pure una faccia schifata… mi sono vergognata di avere cresciuto una figlia così. Ho tentato di correre ai ripari, spiegando, e dicendo dentro di me che sicuramente è anche colpa di quello stordito di suo padre…ma chissà se è vero.

    • paola dice

      Scusami se mi permetto, ma i bambini sono molto “tradizionalisti”, soprattutto ad una certa età: cercano di capire come funziona il mondo e quali sono le regole che lo governano; quando pensano di averne capita una, e poi scoprono che non è così, mostrano sempre un certo disappunto e fanno una faccia “schifata”. Ma fa parte del loro modo di crescere, e va rispettato: sono persone in divenire, non già determinate. Basta spiegare loro che la regola è più complessa di quel che loro pensavano, e ci mettono un minuto ad adeguarsi. Dei figli bisogna essere sempre e comunque orgogliosi, è bene che abbia espresso le sue vere emozioni, la tua bambina. Bastava dire tranquillamente “Certo, anche le donne, e gli uomini, si fidanzano, se si vogliono bene”, senza tante inutili spiegazioni.

      • Ariele è sempre stato abituato a conoscere più realtà. Abbiamo sempre frequentato coppie sia etero che omosessuali. Il suo ” E allora?” era dovuto proprio al fatto di percepire l’omosessualità come una cosa normale e faticava a cogliere il nesso causa effetto – mamma lesbica – non può stare con papà, che è un uomo 😀

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