Mese: gennaio 2014

La storia di Nello

Mi apristi la porta con un gesto lento e un sorriso impacciato. Il mio non doveva essere molto diverso. – Entra pure, siediti qui. Sono seggiole vecchie, ma resistenti. Qui è tutto vecchio, come noi. Ma si sopporta tutto, come le nostre sedie. Ti posso dare del tu? Mi sembra ieri che era un bambino il tu’ babbo. Hai gli occhi azzurri e buoni del tuo nonno, lo sai? Via, quanto discorro. Faccio sempre così…sai sono un po’ in imbarazzo per le domande che mi volevi fare. Ma mi devi registrare? Perchè io non son buono a fare dei discorsi per bene, in italiano. Mica sono un professore come te, io. Ho sempre fatto il contadino. E me lo dicesti mentre versavi due tazze di caffè. Una per me e una per te. Ti osservavo, mentre con mani di selce giravi il cucchiaino nella tazza. Con una dolcezza di velluto. – Il tu’ babbo mi ha detto che stai facendo una ricerca sui reduci di guerra. Perché lo fai? – Credo di farlo perché non …

Figure di M… che ti segnano per sempre

Era un caldo pomeriggio d’estate ed io ero una vispa 15 enne dal fisico esile e lunghi boccoli. Bei ricordi. Comunque, andiamo avanti. Una di quelle giornate così calde che persino pensare ti fa sudare come un calippo sotto l’ombrellone. Fatto è, che penso di farmi una doccia per rinfrescarmi un po’. Detto fatto m’infilo a grandi falcate nel bagno dei miei. La stanza si trova al piano terra ed affaccia su un corridoio che collega il salotto alla zona notte. Mi accendo la radio [tutt’oggi ne ho una quasi in ogni stanza] e mi sollazzo con l’acquetta e la schiumetta per un po’. Il tutto con la calma che ti puoi permettere solo a quell’età e che poi diventa un vago ricordo. [Al momento sto cercando di vincere l’oro alle olimpiadi di “doccia veloce” e il mio record è 2,7 ”] Esco dalla doccia, mi asciugo alla “porca miseria” mi avvolgo l’asciugamano a mo’ di turbante sui capelli. In quel momento realizzo di aver lasciato tutti i vestiti in camera mia. Al primo piano. …

Le gioie dell’essere lesbica – secondo mia madre

Guarda io tuo padre a volte proprio non lo sopporto! È disordinato, lascia tutto in giro. E poi – che te lo di affà’ – ha due linee di febbre e sta pensando di fare testamento. Sta lì, sul divano, immobile. Ha la televisione accesa ma sta ad occhi chiusi. Ieri gli ho chiesto se poteva passare lui l’aspirapolvere. Ha sbuffato mezz’ora come un treno a vapore e ha imbracciato la scopa come fosse un’arma di distruzione di massa. Ho avuto paura si andasse a mettere un elmetto. E poi, lo sai? Nemmeno sa qual’è il suo cassetto delle mutande o dove può trovare un maglione pulito! Se muoio io finisce a vestirsi come un barbone. Già adesso, se non gli ricordo di cambiarsi va nel pollaio con gli stessi abiti che indossa per uscire. Certo noi donne siamo diverse. Noi ci teniamo all’ordine e alla pulizia. La casa di una donna è sempre linda ed impeccabile. Lui nemmeno si rifà il letto! Una donna, invece, la prima cosa che fa la mattina è mettere …

The day after il giorno della memoria – Guerra è sempre

Non sterminarono solo gli ebrei. Gli omosessuali sono stati il secondo gruppo più perseguitato dalla ferocia nazista. Gli uomini bollati con il triangolo rosa e le donne con il triangolo nero che le accomunava agli “asociali”, ai malati di mente, agli anarchici, agli alcolisti e alle prostitute. Persone accusate di minacciare i “valori” del Terzo Reich.  Minoranze scomode come animali da macello e private del più fondamentale dei diritti: il diritto all’esistenza. Minoranza della minoranza – le lesbiche – non avevano nemmeno un triangolo “esclusivo”. La sotto categoria di una sotto categoria. Un avanzo da buttare nell’indifferenziata spazzatura di una dittatura folle. Ma oggi le lesbiche esistono? C’è tanto silenzio ancora. Persone che percepiscono il lesbismo come una scelta da tenere segreta pur di non negare il ruolo atavico della donna procreatrice. Ho la percezione che l’omosessualità maschile sia più visibile, più manifesta. Pensate a quante parole – e pure parolacce – ci sono per definire un uomo omosessuale: gay, finocchio, frocio, checca. Per le donne non c’è niente. Solo lesbica. Perché? Perché, nell’immaginario collettivo …

A volte mi sento la mamma sbagliata al momento sbagliato

– Sai Ariele, a volte sei troppo perfettino. Voglio dire,  fai spesso l’omo de casa. Sei molto bravo, certo, a svolgere i lavoretti e tutto il resto. Vai bene a scuola, sei tenero con tua sorella e sei simpatico. Però a volte un po’ troppo. Secondo me dovresti fare di più il bambino di 10 anni. Non importa essere sempre impeccabile. Insomma fai due capricci, ogni tanto, delle richieste. Sennò io mi sento inutile. E sopratutto, le cavolate che non fai ora, le farai dopo. Con tutti gli interessi. E io lo so bene. Posso garantirtelo. Insomma sii bravo, ma anche meno. Ecco. – Cavolate, tipo? Fare un figlio a 20 anni? Io ne sono certa. Il mio cuore, in quel momento si è perso almeno un paio di battiti. Il PANICO. Aver messo al mondo un figlio a 22 anni non è esattamente il passaggio di una brezzolina leggera nell’esistenza. Soprattutto se ti mancano 10 esami e la tesi, vivi ancora in casa dei tuoi e il futuro padre non è certo messo meglio. È …

C’era una volta un piccolo Naviglio…

…che non voleva, non voleva navigar… La mia nonna “adottiva” era milanese e per me Milano era racchiusa dentro questa filastrocca che ancora mi trovo a cantare ai miei figli, quando rognano per addormentarsi. Milano per me era il profumo del risotto alla zafferano della domenica a pranzo, delle cotolette impanate e fritte nel burro. Per me era l’odore degli abbracci di una donna che mi amato pur non avendo alcun legame di sangue con me. Milano è molto di più, adesso. Perché è il sangue che sceglie chi è famiglia e non viceversa. Milano è la tisana di benvenuto ai frutti di bosco. Bevuta a scottalingua inglobate nel divano di un’amica che ti ospita senza mai averti conosciuto di persona. Milano è un’amica che ti ospita senza mai averti conosciuto di persona e che, per di più, su quel divano ci dorme per lasciare il letto a te e alla tua compagna. Inclusi i gatti che ti fanno gli agguati mentre dormi e ti svegliano solleticandoti le guance con i baffi. Milano è un tram …

Le gioie di una coppia di lesbiche in viaggio

Non è il caso che mi dilunghi troppo su quanto per me sia figo andare in viaggio. Ho lo zaino sempre pronto sotto il letto ed ogni occasione è buona per gironzolare. Sono randagia inside. E questo, ormai, è appurato. Si sceglie la destinazione e ci si mette sul web alla ricerca di un posto per dormire. Spulci booking, tripadvisor e trovi finalmente la struttura adatta. Perfetto. Chiami e prenoti una camera matrimoniale. [ Io mi assicuro anche che sia inclusa LAUTA colazione e bagno in camera 😉 ] E poi arriva il giorno fatidico e ti presenti alla reception. – Buongiorno, avevo prenotato una camera a nome Barsotti. La tipa passa lo sguardo da me alla mia compagna. – Oddio, mi scusi. Qui c’è scritto matrimoniale. Ora correggo e vi faccio accomodare in una camera doppia. – No, signora. La prenotazione è corretta. Desideravo proprio una camera con il letto matrimoniale. La tipa spalanca gli occhi e viola in viso fa: – Ah, certo, certo. Perfetto. E vabbè, sorvoliamo. Che mica ho voglia di …

La presa di coscienza non ha un adattore

Avevo 19 anni e l’anima divisa in due. I miei  che Non è da ragazza seria uscire la sera tardi. A meno che non ci sia il tuo fidanzato I miei che Sei la sorella maggiore e devi dare il buon esempio I miei che Le donne hanno i capelli i lunghi e gli uomini i capelli corti I miei che Le ragazze per bene si vestono da femmina I miei che Dopo l’università non importa che trovi un lavoro. Meglio che tu stia a casa a badare ai figli che metterai al mondo I miei che Non serve che ti diciamo Brava, ma è importante che ti facciamo notare i tuoi sbagli Ci provi ad adeguarti, a resistere. Mi sono impegnata sul serio. Ma è come trattenere la pipì a lungo. Prima o poi scoppi. E, se il bagno è occupato, la fai dove puoi. [che poi capita solo a me che mi scappa da morire, entro in un bar e il bagno è occupato o guasto?!] Lei aveva i capelli neri, spettinati come …

Di quella volta in cui mi volevo sotterrare

È mezzogiorno e come al solito ho fatto tardi per andare a prendere Brita a scuola. Parcheggio al volo, lanciando la Franca (la nostra macchina si chiama così) come Mazinga faceva con i componenti. Arrivo nell’atrio della scuola con l’atrio del cuore in tilt e il respiro leggiadro del fumatore asmatico. Con un filo di voce saluto la bidella e le 10 mamme in attesa di ritirare il proprio rampollo. Mentre riprendo fiato, faccio un po’ di pubblic relations. Madre 1 – Ieri mio figlio si è mangiato un tubetto di tempera. Ha fatto una cacca verde smeraldo che pareva di pongo. Gli ho fatto pure una foto, vuoi vederla? Io – Si, grazie. Almeno oggi inizio la dieta senza sforzo. Madre 2 – Ah guarda, invece il mio ieri sera era un po’ disturbato di stomaco. E pensa che avevo fatto una cosina leggera: i bastoncini di pesce fritti con la maionese. Non puoi capire. Ad un certo punto, invece di ruttare, li ha vomitati sul pavimento. Tutti, sai? In fila per tre col resto …

Le lesbiche non hanno tutte i capelli corti

Parlando con un’amica mi è venuta l’idea per questo post. Che è un post lievemente didattico, seppur cazzaro, generato dalla domanda: Perché le lesbiche hanno tutte i capelli corti? I primi tempi in cui iniziavo a percepire, sempre più distintamente, che qualcosa strideva nel mio proclamarmi eterosessuale, guardavo alle mie amiche lesbiche dichiarate con un misto di curiosità ed interrogativi malcelati. Le scrutavo, le studiavo. E cercavo di farmi un’idea concreta di cosa fossero, cosa facessero, cosa pensassero “LE LESBICHE”. Nel mio immaginario la lesbica – come fosse una categoria del pensiero o un essere mitologico – presentava caratteristiche fisse e pressoché replicabili. Nel mio manuale mentale, la voce lesbica, si presentava così: Lesbica: persona di genere femminile – ma non troppo – che ama e/o prova attrazione fisica nei confronti di un’altra persona di genere femminile. La lesbica si distingue per: capello corto, taglio molto maschile, capello naturale, dopo i 30 è brizzolata niente trucco non si depila – effetto “ciuffi di parietaria attaccata ai muri” non usa profumi e, se li usa, sono …