La vera storia di Cerbero

C’era una volta una famiglia perfetta. Un uomo, una donna e i loro due figli.

Questa famiglia perfetta aveva anche due bellissimi cani e un giardino. Viveva in una graziosa casetta al limitare della campagna che si stende ai piedi di un’antica cittadina toscana.

Questa famiglia perfetta era l’orgoglio dei nonni che la citava come esempio di virtù nelle cene natalizie e nelle tombolate tra vicini.

Questa famiglia perfetta racchiudeva l’emblema della felicità. Lui aveva un lavoro rispettabile ed onesto, con tanto di macchina aziendale e stipendio fisso. Lei era l’angelo del focolare che attendeva alle faccende domestiche, si occupava amorevolmente dei loro figli, dei due bellissimi cani e della casetta al limitare della campagna che si stende ai piedi di un’antica cittadina toscana.

Ad un certo punto però accadde qualcosa che nessuno seppe spiegare.

Lei aveva realizzato di essere lesbica.

Un tragedia di dimensioni bibliche sembrava avvicinarsi minacciosa su questa famiglia perfetta. Qualcuno arrivò perfino a sostenere che la giovane donna fosse vittima di malefici o fosse stata drogata.

I più ottimisti profetizzarono anche anni ed anni di psicanalisi per i poveri bambini sventurati.

La giovane mamma però non si perse d’animo. Affrontò con sincerità ed onestà la nuova situazione, rassicurando parenti e soprattutto i bambini. I bambini, che come spesso accade, vivono la vita privi di preconcetti, capirono da subito che l’Amore è l’unica cosa importante. Qualsiasi ne sia la forma.

Per alcuni, da quel giorno, la giovane donna si trasformò in un mostro a tre teste: donna – mamma – lesbica. Un cerbero dei tempi moderni, appunto.

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Illustrazione by Marianna Marigo

Per sé stessa e per molti altri ebbe inizio la vera vita di Veronica. E della sua nuova ed extra-ordinaria famiglia arcobaleno.

 

21 commenti » Lascia un commento

  1. Se ti dico che l hai romanzata un po troppo questa storia ? Addirittura ti paragoni a cerbero per aver fatto una scelta di vita ?
    Le persone che ti vogliono bene non credo che lo pensino, delle altre puoi anche fregatene.
    Rivirdari che da settimana scorsa seu una vip. 😀

  2. Io temo che non sia stata romanzata troppo … Immagino l’uragano Katrina che la tua scelta abbia portato nella tua vita, mi piace da morire l’ironia con cui ne parli e so per esperienza che i bambini ci sorprendono sempre e loro sempre positivamente! Ti leggo come un romanzo … Un po’ per volta 🙂

  3. – Raccontami una storia, Pew.
    – Che storia, Piccola?
    – Una a lieto fine.
    – Non ne troverai una in tutto il mondo.
    – Nessun lieto fine, dunque?
    – Nessuna fine.

    — Jeanette Winterson (scheda)
    dal libro “Il custode del faro” di Jeanette Winterson
    da PensieriParole

  4. Veronica ma come l’hai capito? Come distinguere un sentimento d’amore per una donna da una forte amicizia?

  5. “Essere o non essere….” scriveva qualcuno tempo fa.

    Nulla è facile, quando si parla di cose importanti ed essenziali al vivere, ma con una “V” maiuscola, però.
    Meritano tutto il nostro coraggio, il nostro rispetto, la nostra onesta’…siamo noi a fare la differenza al Vivere.
    Ognuno ha la sua strada, i propri tempi, le sue paure e le sue incertezze.
    Non fermarsi…non farsi fermare, perché la Vita vale il rischio di provarci, per sentire le meraviglie che ha in serbo per noi.

    Grazie Veronica!
    il perché di qsto mio rigraziamento, è per ciò che scrivi, per come lo scrivi e per la limpidezza con cui lo fai.
    Se la scia che ne deriva è ciò che leggi sopra, qsto mio “grazie” è anche pochino 😉

  6. Solitamente quando scopro un blog e decido di seguirlo, risalgo al primo post che in qualche modo a distanza di tempo mi sembra possa far risalire alle origini, alle radici…mi mancava il tuo primo post Veronica, è bello forte!!! Vieni fuori tu ironica, riflessiva, e sensibile, mi mancava, ma ho recuperato 😉

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